Kellogg sarà la prima azienda food a lanciare pack pensati per ciechi e ipovedenti: confezioni con codici ad alto contrasto leggibili dallo smartphone, che descrivono a voce contenuto, ingredienti e allergeni. Una svolta che sposta l’accessibilità dal reparto normative al centro della strategia di marca.
Il packaging inclusivo non è un vincolo creativo: è un’estensione del pubblico. Ogni barriera rimossa sullo scaffale è un consumatore in più che può scegliere in autonomia.

Per chi progetta pack è una lezione importante: la confezione è il media più vicino al momento della scelta, e la sua leggibilità — fisica e digitale — è parte del design tanto quanto colori e materiali. Le aziende che lo capiranno per prime trasformeranno un gesto di inclusione in un vantaggio competitivo concreto.